
Al giorno d’oggi, sono numerosi gli alleati che ci aiutano a mantenere la nostra pelle giovane e in salute. I progressi della medicina estetica sono innegabili, anche grazie a un interesse crescente da parte del pubblico che, a differenza del recente passato, ricerca soluzioni più orientate alla rigenerazione della cute e al mantenimento della sua giovinezza piuttosto che alla modifica dei propri connotati. La salute, e soprattutto la giovinezza della pelle, non dovrebbero essere qualcosa da ripristinare, ma da preservare e mantenere, perché, si sa, tornare indietro nel tempo è impossibile.
In nostro aiuto arrivano tecnologie frutto dell’evoluzione della medicina estetica, un settore in continua crescita e sempre più all’avanguardia. E ultimamente, sembra che non si smetta di parlare degli esosomi. Ma cosa sono questi alleati della medicina estetica, e soprattutto, in cosa consistono i trattamenti a base di esosomi e cosa promettono?
Ne abbiamo parlato con il dottor Marco Bartolucci, rinomato medico estetico specializzato nella cura del viso e del corpo, che ci ha fornito una spiegazione più dettagliata su questi alleati della pelle. «Gli esosomi sono vescicole extracellulari molto piccole (20-200 nanometri) rilasciate dalle cellule per comunicare tra loro», ci ha spiegato il medico, specificando: «Contengono delle informazioni (proteine, DNA, miRNA, RNAm e lipidi) che una volta raggiunta una cellula bersaglio sono in grado di promuovere determinate azioni». È in questo modo che avviene la magia, e che gli esosomi permettono la rigenerazione cellulare della cute. Il dottore ha infatti spiegato: «Gli esosomi sono molecole bioattive che rigenerano i tessuti in diversi modi: promuovono l’azione delle staminali, riducono i processi infiammatori e riparano le cellule danneggiate. Si presentano sotto forma di una polvere liofilizzata che viene ricomposta (ovvero mixata) con una soluzione diluente. La soluzione diluente a sua volta può contenere diversi attivi, come acido ialuronico, polinucleotidi, enzimi, per ampliare lo spettro di azione degli esosomi».
Una volta capito cosa sono questi nuovi alleati del beauty, il dottore ci ha spiegato meglio le loro applicazioni, in particolare nel nostro Paese: «In Italia per legge si possono utilizzare solo esosomi di derivazione animale, vegetale e batterica e non quelli di derivazione umana». Questo non è un limite, perché è stato proprio il dottor Bartolucci, insieme ad altri quattro medici che operano in tre continenti diversi, a condurre un recentissimo studio che ha dimostrato la superiorità, per quanto riguarda alcune indicazioni estetiche, degli esosomi “vegani” rispetto a quelli umani. Questo studio sarà presentato al congresso mondiale di medicina e chirurgia estetica IMCAS World Congress 2025, che si terrà a Parigi il prossimo gennaio.
«I campi di applicazione degli esosomi sono veramente moltissimi», ci ha spiegato il dottore: «Si possono utilizzare per il ringiovanimento cutaneo, per curare l’acne, le ustioni, alcune condizione dermatologiche cliniche, ma anche per la perdita di capelli e addirittura nel ringiovanimento intimo».
I falsi miti, è facile da immaginare, non mancano. Qualche esempio? «Primo tra tutti, quello di associare i rischi delle terapie cellulari agli esosomi. Gli esosomi infatti sono solo delle informazioni selezionate e conosciute che si decide di filtrare e utilizzare. Quindi la loro azione si limita a ciò che sappiamo essere un’azione positiva e sicura. Addirittura, nel processo di filtrazione che porta al prodotto finito, vengono eliminati una serie di detriti che pur non causando danni seri potrebbero essere agenti pro infiammatori e quindi ridurne l’efficacia».
E i prossimi sviluppi? «Gli sviluppi futuri sono molto promettenti», ci ha spiegato il dottore: «Sempre più indicazioni possono essere trattate con evidenze scientifiche e in sicurezza con gli esosomi. Oltre al trattamento topico in clinica, esistono già delle creme in grado di poter continuare il trattamento a domicilio. L’unico limite del prodotto domiciliare, per ora, è la durata. Una volta ricomposti, infatti, devono essere utilizzati nell’arco di tre settimane». Ma non è tutto: «Le due tipologie di esosomi più promettenti – e le uniche che utilizzo – sono quelle della rosa damascena (Rosa di Damasco) e quella derivata dal lactobacillo, un batterio che, anche se in piccola parte, fa parte del nostro microbiota cutaneo ed è molto utile perché può avere un effetto antimicrobico, in quanto compete con batteri nocivi e riduce l’infiammazione».




