Nello studio del medico estetico Marco Bartolucci, la clinica Sotherga a Milano. Il trattamento (dalla tecnologia avanzata) stimola la produzione di nuovo collagene e di elastina evitando arrossamenti o microlividi

Jennifer Lopez lo ha provato e sui social ha scritto: «Fantastico». Kim Kardashian lo ha definito «illuminante» e Irina Shayk ha dichiarato di farlo «con regolarità». Stiamo parlando del trattamento di bellezza Prx-T33 e l’ho sperimentarlo anche io.
Di cosa si tratta? «È una biorivitalizzazione della pelle senza l’uso di aghi — risponde Marco Bartolucci, medico estetico che ha effettuato il protocollo nella sua clinica Sotherga di Milano -. Il Prx è l’evoluzione tech del peeling, è “democratico” perché adatto a tutti i fototipi, non è invasivo e non ha tempi di recupero. Biostimola la produzione di nuovo collagene e di elastina in totale sicurezza».
Allora, scopriamo i segreti del Prx-T33 e come riporta la pelle indietro nel tempo. La sigla Prx sta per perossido di idrogeno e acido tricloroacetico (T33), i due componenti principali. Questa combinazione di attivi stimola la rigenerazione cutanea profonda senza causare desquamazione o arrossamenti tipici dei peeling chimici tradizionali.
La preparazione. Eliminare ogni traccia di trucco dal volto per osservarlo accuratamente. Grazie alle tecniche di imaging avanzato (Observer) è possibile fotografare il viso da diverse angolazioni e mostrare istantaneamente le reali condizioni della pelle per fare le giuste valutazioni mediche: molto utile per il cosidetto «prima e dopo».
Detersione profonda. Si continua con il «SoHydra», trattamento medicale in tre passaggi, che rimuove le cellule morte, estrae le impurità senza spremitura e infonde alla pelle sieri idratanti. «Il primo step — spiega lo specialista — è dedicato alla detersione e all’esfoliazione. La pelle viene ammorbidita in modo da facilitare l’estrazione, inoltre, le cellule morte vengono rimosse con un’azione esfoliante. Il secondo step è dedicato all’estrazione e all’idratazione, in questo momento viene utilizzata una soluzione multiazione ideata per pelli impure ma adatta ad ogni tipo. Con l’azione dell’acido salicilico vengono eliminate dalla cute impurità e sebo. Si conclude con l’infusione di una miscela antiossidante personalizzata dal medico estetico in base alle esigenze del paziente».
Pelle nuova, vita nuova. È arrivato il momento di applicare sul viso il Prx-T33 massaggiando la soluzione delicatamente con movimenti circolari: «È un biorivitalizzante senza aghi. Questo medical device (ad uso esclusivo del medico) è composto primariamente da acido tricloroacetico (Tca) tamponato con acqua ossigenata. In questa combinazione brevettata, l’acqua ossigenata è l’ingrediente che consente al Tca di penetrare nel derma profondo e, allo stesso tempo, ne neutralizza l’effetto caustico del Tca, mantenendo soltanto l’effetto di stimolazione di fattori di crescita che daranno la produzione di fibre elastiche e di collagene. Il risultato per il paziente è un’immediata luminosità, un miglioramento del tono, del turgore e delle microrugosità».
Iniziano le mie domande. Dottore, ho la pelle molto sensibile, dopo sarà arrossata? «Il Prx-T33 è perfetto anche per chi solitamente non si fida di sottoporsi a trattamenti di medicina estetica. Ha un metodo di applicazione manuale indolore ed è adatto anche alle pelli più sensibili e con fragilità capillari». Ma posso espormi al sole? «Sì, non è fotosensibilizzante, anzi, è tra i pochi trattamenti che non si deve sospendere con la bella stagione, si può iniziare anche in estate. Può essere utilizzato in tutti i mesi dell’anno senza effetti avversi. Inoltre, per chi ha problemi di pelle flaccida (pancia, ginocchi e avambracci), la medicina estetica ci aiuta e riporta compattezza e tonicità con un protocollo combinato molto efficace: Prx-T33 e carbossiterapia».
L’ultimo quesito. Dovrò presentare un libro tra qualche giorno e vorrei vedermi bene, cosa mi consiglia? «Proprio una seduta di Prx-T33 — conclude Bartolucci —. Senza aver paura che si creino microlividi, arrossamenti o danni visibili alla cute, diamo luce, turgore e uniformità all’incarnato». Il risultato? Viso effetto glass skin da 10 e lode.




