Rimozione tatuaggi con laser a Picosecondi


Rai 2 – Detto Fatto


«Ciao Caterina.»

«È la nuova frontiera togliere i tatuaggi. Benvenuta.»

«Grazie, ciao Caterina.»

«Non a caso anche Serena ha un tatuaggio molto importante sul braccio, altezza gomito… Eccolo. E poi ne hai un altro che proprio vuoi rimuovere e che si trova sul dito. Cosa c’è scritto?»

«C’è scritto “sore”, è un diminutivo di sorella. Praticamente l’ho dedicato a una mia vecchia amica d’infanzia: avevamo un rapporto molto particolare e stretto, era come una sorella mancata per me; lei era un po’ contraria a questa cosa.»

«Ma anche lei l’ha fatto?»

«No, l’ho deciso solo io.»

«Non siete più amiche mi sembra di capire.»

«Non siamo più amiche, le strade si sono divise.»

«E tu vuoi togliere il tatuaggio.»

«Sì, diciamo anche per quello, ma poi comunque crescendo e anche per quanto riguarda il mondo del lavoro, più hai una figura pulita meglio è.»

«Allora Dottor Bartolucci, cosa succede con i tatuaggi? Perché sono sempre di più le persone, anche le star, che vogliono toglierli.»

«Sì, sempre di più. È un trend in crescita quello di togliere i tatuaggi: ci sono persone che si stufano del tatuaggio, persone che si lasciano, che si sono tatuate il nome del fidanzato o della fidanzata, persone che vogliono farne altri e quindi chiedono di eliminare il vecchio per poter fare un cover up più giusto.»

«Vedo un bel macchinario.»

«Sì, esattamente. Questa è un’ultimissima novità nel nostro settore: si chiama “Laser a Picosecondi”. Il picosecondo è un trilionesimo di secondo, significa che questo laser emette un impulso talmente breve tanto da dimezzare il numero delle sedute rispetto ai vecchi laser e in grado di fare molto meno danno, perché espone la nostra pelle ad un tempo molto minore rispetto a quello che erano gli altri laser e quindi crea meno effetti collaterali.»

«Quindi con questo laser non puoi fare una sola seduta, immagino, anche se hai un tatuaggio molto piccolo, come quello di Serena sul dito.»

«Assolutamente, sono minimo tre sedute. Direi che per questo piccolo tatuaggio potrebbero bastare tre sedute.»

«E io mi chiedo: se volesse togliere quello sul braccio?»

«Arriveremmo anche alle 7/8 sedute, Caterina, pur con un laser di ultimissima generazione si richiede un gran numero di sedute. Non è qualcosa di semplice, ecco.»

«Possiamo simulare come si toglie un tatuaggio?»

«Assolutamente. Questo è il laser, questo è il manipolo; noi nello schermo dobbiamo selezionare la lunghezza d’onda che sarebbe il tipo d’impulso, in base al tipo di colore. Noi riusciamo a trattare tutti i tipi colore con questo laser. Selezioniamo la potenza, la frequenza dell’impulso e – ovviamente adesso dobbiamo simularlo perché non possiamo fare una vera e propria seduta – poi andiamo a selezionare nel manipolo il diametro dello spot, ruotando questa rotellina, quindi andiamo a 4/5 mm; poi una volta selezionato il laser passiamo, tenendo il distanziatore sulla cute della paziente, tutto il tatuaggio una sola volta.»

«Ma va bene su tutti i tipi di pelle? Perché poi la pelle è diversa.»

«Certo Caterina, ci sono diversi fototipi, quindi noi con questo laser possiamo trattare tutti i fototipi e anche qualsiasi colore di tatuaggio.»

«Quindi la macchina riconosce qualsiasi fototipo?»

«È adatta per qualsiasi fototipo e può trattare qualsiasi colore: rosso, blu, verde… Colori che prima non era possibile mandare via.»

«Questo è un inchiostro nero.»

«Sì, questo è un inchiostro nero, quindi è più semplice; ci sono delle sfumature che non è facile da mandare via, però diciamo che il pigmento il nero è. quello più semplice da mandar via.»

«Vogliamo vedere come si distrugge l’inchiostro?»

«Sì, vediamo la grafica.»

«Questo è il prima.»

«Qui vediamo il prima, quindi c’è il pigmento che ha queste particelle molto grandi. Poi vediamo che dopo il trattamento con questo laser l’inchiostro si rompe in particelle piccolissime, molto più piccole di quello che facevano i laser a nanosecondi, che sono impulsi più lunghi. Poi cosa succede? Ci sono delle cellule cosiddette “spazzino”, che tecnicamente sono i macrofagi, che andranno a recuperare tutto quel pigmento e ad eliminarlo.»

«Rivediamo quindi la grafica. Una cosa che però mi colpisce di questi trattamenti, forse dovuta al tempo, è che la pelle è come se rimanesse sporca.»

«Quello che succede è che potrebbe rimanere per un po’ di tempo, diciamo circa due anni, l’ombra fantasma, quindi un’ipopigmentazione, cioè una macchia più chiara che comunque, nella maggior parte de casi, va via; soprattutto con questi laser si è in grado di non lasciare esiti cicatriziali, quindi di non lasciare segni. Prima era molto più comune, purtroppo, lasciare queste piccole ombre fantasma, quindi era una procedura non molto amata, ecco.»

«Intanto fammi salutare la scuola di estetica CAPAM di Monza, visto che sono qui a seguire la puntata e in maniera molto attenta anche questo tutorial. Io so che mi hai portato delle foto dove si vede proprio il prima e il dopo e poi ci concentriamo di nuovo su Serena, perché capisco l’avere un tatuaggio che non ha più un significato importante nella propria vita, questo è forse uno dei motivi per i quali poi si tolgono i tatuaggi. Vediamo i prima e i dopo: questi sono tuoi lavori?»

«Questi sono lavori del nostro team, non solo miei. Qua vediamo il risultato dopo un solo trattamento: come vediamo, l’inchiostro nero è molto semplice da mandare via. Qua vediamo un altro tipo di tatuaggio: questo era un inchiostro molto vecchio, c’era dentro del pigmento azzurro che non era facile da mandar via.»

«Ecco la difficoltà.»

«Esatto, c’era il nero nel contorno e poi un po’ di azzurro nel corpo del tatuaggio.»

«Il messaggio potrebbe essere: fate un tatuaggio ma non colorato. Qui invece cosa succede, mi spieghi?»

«Qui, come vedi, il tatuaggio dovrebbe essere molto semplice da mandare via ma comunque dopo 5 trattamenti abbiamo ancora altre sedute da fare. Questo purtroppo perché dipende anche dal tipo di pigmento che viene messo, dal tipo di tatuatore, e noi a volte non abbiamo questo tipo di informazioni. A volte sono inchiostri con dentro degli allergeni, delle sostanze che a volte provocano delle reazioni, quindi sono difficili da mandar via. Nel caso di Serena mi sembra un tatuaggio fatto da mani esperte, il pigmento non ha lasciato cicatrici, quindi zone più scure e meno scure: dovrebbe essere un tatuaggio semplice.»

«Invece la scritta sul dito è nera o blu?»

«È nera, però con il passare del tempo un pochettino il pigmento viene assorbito e quindi il nero inizia a tendere al blu.»

«Mi ha colpito sentire Serena dire: “perché poi alla fine se sei pulita, senza tatuaggi, quando cominci a lavorare, è meglio. Non sono stati ancora sdoganati?»

«No, non molto, e io lavoro molto anche con persone che stanno preparando il concorso, ad esempio, per le forze dell’ordine e quindi devono eliminare il tatuaggio prima del concorso. Quindi nel mondo del lavoro, come ha detto Serena, a volte viene chiesta un’immagine un pochettino più pulita.»

«Quanto ti è costato fare quel tatuaggio Serena?»

«Quello piccolo era una cifra abbastanza contenuta, 100 euro; invece quello grande sui 300 euro.»

«Quanto tempo per fare quel tatuaggio grande? Perché poi continua anche dietro.»

«Sì esatto, sono due rose e sono collegate da un ramo spinato. La seduta per farlo è stata di circa due ore e mezza.»

«Quindi parliamo di 100 euro e di 300 euro l’altro tatuaggio. Qui siamo davanti a un medico, quindi già il medico va pagato, poi siamo di fronte ad un grande macchinario e attenzione: le sedute sono più di una.»

«Per quello piccolo prevedo tre sedute che potrebbero anche diventare quattro, e, ahimè, il costo è molto più alto.»

«Quindi lei ha speso 100 euro per farlo, quanto spenderebbe per toglierlo?»

«Spenderebbe per quello piccolino 150 euro a seduta, che è il prezzo minimo per l’utilizzo di un picolaser; quindi se sono 3 sedute arriverebbe a spendere 450 euro. Mentre per quello grande arriviamo tranquillamente a 600-700 euro per seduta.»

«Per seduta?»

«Sì, perché è molto lavoro, è molto grande.»

«Ma è perché sei tu caro? Scusami Bartolucci, voglio capire un attimo.»

«Purtroppo sono i macchinari ad essere estremamente cari, poi c’è un costo di mantenimento, di manutenzione.»

«Ma quanto costa un macchinario?»

«Un macchinario così arriva a costare anche 250.000 euro. Ebbene sì, Caterina, quindi è per questo che le sedute devono costare così tanto.»

«Ogni volta il macchinario riconosce qualsiasi tipo di pelle, lo abbiamo spiegato.»

«Sì, è adatto a tutti i fototipi.»

«Fa male?»

«Fa male, diciamo che è un dolore di media intensità, però noi tre quarti d’ora prima mettiamo una crema anestetica su tutta la zona che andiamo a trattare e poi la crema viene tolta, quindi diciamo che il dolore diventa tollerabile. Poi diciamo che la persona che ha fatto tatuaggi non ha mai, diciamo, grossi problemi nel sopportare il dolore.»

«Quindi ti fa male quando lo fai e spendi dei soldi, ti fa male quando lo togli e spendi molti più soldi… Pensateci bene. Un tatuaggio è veramente per sempre. Quindi il tuo tatuaggio costerebbe sui 450 euro per il piccolo e per il grande 600 euro a seduta e ci vorranno un po’ di sedute.»

«Con 7/8 sedute superiamo i 4500/4800 euro.»

«Serena, ce li teniamo?»

«Non lo so, sinceramente per il mondo del lavoro e per il fatto che alcune cose non sono state sdoganate per quanto riguarda le persone tatuate, preferisco toglierlo. Poi con queste nuove tecnologie sinceramente…»

«Uno sconticino a Serena se dovesse venire da te.»

«Assolutamente Caterina, ci mancherebbe. Lo sconto “Detto Fatto”.»

«Grazie Serena di essere venuta, e anche voi pensateci un attimo prima di fare un tatuaggio. Dottore grazie per aver portato questo laser a picosecondi.»

«Grazie a te Caterina.»

«Tu hai tatuaggi dottore?»

«Io no, nessuno.»

«Insomma, non li farai?»

«Non li farò, assolutamente.»

«Immaginavo.»

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